Site icon Nuova Resistenza – ITALIA

Libertarismo e Transumanesimo

Dettaglio di vaso attico ritrovato e conservato a Ruvo di Puglia. Gli Argonauti, Castore e Polluce, soggiogano l’automa Talos, uno dei tanti artefatti robotici forgiati da Efesto. Secondo il Mito, Talos, durante lo scontro con gli Argonauti, fu sconfitto dalla freccia di Peante dopo essere stato “hackerato” dalla magia di Medea che lo avrebbe fatto impazzire. La freccia di Peante colpì il tallone sul quale era presente una “vena” scoperta.

«Il transumanesimo o filosofia H+ è una corrente di pensiero nata da quella confluenza di critiche anti-umaniste e post-umaniste all’umanesimo, che ha caratterizzato la civiltà occidentale sin dai tempi di Socrate […]».

Di Fernando Rivero

Il transumanesimo è di moda. Come mostra, l’ultimo romanzo (ottobre 2019) dell’autore portoghese di bestsellers, José Rodrigues dos Santos, «Imortal», sul tema della presunta Singolarità da raggiungere, il superamento dell’intelligenza umana da parte dell’Intelligenza Artificiale (A.I.), e a lungo termine, il raggiungimento dell’immortalità, attraverso la biotecnologia. Vedremo che questo è uno dei temi principali del transumanesimo. È davvero un romanzo molto interessante e documentato in cui, insieme ai metodi totalitari della dittatura cinese, vengono discussi i diversi temi del transumanesimo: cyborg, intelligenza artificiale, nanotecnologie, estensione della vita umana, ecc.

Il transumanesimo o filosofia H+ è una corrente di pensiero (prima una filosofia, poi un movimento culturale e attualmente un campo di ricerca fortemente ideologizzato) nata da quella confluenza di critiche anti-umaniste e post-umaniste all’umanesimo, che ha caratterizzato la civiltà occidentale sin dai tempi di Socrate, con la futurologia e la tecnofilia, portando alle sue ultime conseguenze il progressismo e il positivismo caratteristici dell’Illuminismo, avendo come principi il progresso perpetuo, l’autotrasformazione e l’autodirezione, il razionalismo, la tecnologia basata sull’intelligenza artificiale, l’ottimismo e la società aperta (l’Open Society di Soros). Per comprendere il transumanesimo, dovremmo prima occuparci piuttosto approfonditamente del pensiero umanista, poiché il transumanesimo cerca di trascendere l’umanesimo, ma in questo articolo non abbiamo spazio per questo. Diciamo semplicemente che l’autore di questo articolo si considera un umanista, poiché, in linea con il punto VIII del Manifesto della Comunidad Vértice, si sente erede della tradizione greco-romana e suoi valori, quali la dignità e la libertà umana, pur difendendo un umanesimo bio-geocentrico (incentrato sulla Natura), in sintonia anche con il punto IX di detto Manifesto, in cui si propone la “marcia al campo”, per reintegrare l’Uomo nella Natura, risacralizzare il mondo in cui viviamo, riscoprire tradizioni, ritrovare equilibri personali e comunitari, sentire flora e specie animali come esseri con cui condividere spazi ed esperienze. Pertanto, non si sente favorevole all’umanesimo nato dall’Illuminismo (liberale, marxista, positivista, progressista) né ai suoi sequel transumanisti impregnati di libertarismo.

Si può considerare il fondatore del transumanesimo il filosofo americano Max More (autore dei principi del transumanesimo sopra elencati), che ha creato un movimento transumanista internazionale con sede in California, l’Extropy Institute, che difende un transumanesimo libertario (liberal-libertarian, libertario in inglese, che ha ben poco a che fare con il concetto di libertario più diffuso in Spagna, perché sebbene possa essere considerato anarca o anarchico in un certo senso, è agli antipodi dell’anarcosindacalismo iberico o dell’anarchismo russo, poiché è definito come anarco-capitalismo, per maggiori informazioni su questi aspetti, consultare l’articolo dell’autore pubblicato nel numero 4 della rivista La Emboscadura: «Le scuole del liberalismo libertario o libertarianismo e la sua influenza sul liberalismo postmoderno»), come fa anche Ronald Bailey, redattore scientifico della rivista libertaria Reason, dove difende un transumanesimo libertario basato sul miglioramento della specie umana attraverso le biotecnologie, che ora includono non solo tecniche di DNA ricombinante o ingegneria genetica, ma editing genetico o taglia e incolla genetico (CRISPR-cas9) e biologia sintetica (una critica dell’uso capitalista e libertario delle biotecnologie la troviamo nell’eccellente libro del Professor José Alsina, «Humanos a la carta y genes privatizados: una reflexión crítica sobre las nuevas tecnologías», prefazione dell’autore di questo articolo ed edita da Fides nel 2016). Un altro dei promotori del transumanesimo in tutto il mondo è il filosofo svedese dell’Università di Oxford, Nick Bostrom, uno dei co-fondatori della World Transhumanist Association, che nel 2008 ha cambiato nome in Humanity +, che promuove l’applicazione e lo sviluppo delle cyber- e bio- tecnologie nel miglioramento dell’essere umano e nell’allungamento della vita umana. Tuttavia, Bostrom ci avverte che una volta raggiunta la Singolarità, il risultato finale di una macchina super-intelligente potrebbe facilmente essere l’estinzione dell’umanità.

Tra i precursori del transumanesimo ci sono i darwinisti inglesi di fine Ottocento e inizio Novecento, come Galton e Huxley, dalle cui idee è nata l’eugenetica; il cosmista russo Nicolai F. Fyodorov (Никола́й Ф. Фёдоров) e secondo alcuni, sebbene questo sia molto discutibile, Nietzsche e la sua filosofia del superuomo (Übermensch). Il cosmismo russo sviluppa una filosofia transumanista basata sul cristianesimo ortodosso russo, quindi molto lontana dall’attuale transumanesimo ateo. Il cosmismo di Fyodorov ha influenzato i due grandi della letteratura russa, Tolstoj e Dostoevskij, e rivendica l’interdipendenza tra l’Uomo, la Terra e il Cosmo, ma da un punto di vista del dominio della natura, opposto, quindi, al punto di vista gaiano (di Gaia, la Terra come superorganismo di James Lovelock), cioè un punto di vista fortemente antropocentrico contrapposto a quello geocentrico. D’altra parte, difendendo il cosmismo, la colonizzazione di altri pianeti divenne il fondamento del programma spaziale sovietico. Va detto che in questa filosofia, almeno nei suoi inizi, c’era un forte sfondo ortodosso, dove l’Uomo avrebbe continuato il processo della creazione di Dio. Appartenente a questa tradizione filosofica sarebbe anche il geochimico russo Vladimir Vernadsky (Влади́мир Верна́дский), autore del concetto di noosfera, come l’insieme di tutte le creature intelligenti. Un altro precursore del transumanesimo sarebbe stato il filosofo e scienziato francese Theilard de Chardin, che riprese il concetto di noosfera, con la sua proposta di evoluzione verso il punto omega o cristosfera, in cui l’intelligenza umana raggiungerebbe un punto in cui emergerebbe un cervello planetario smaterializzato. Attualmente quel cervello universale, che secondo il sogno dei transumanisti, avrebbe governato il pianeta, una volta passata la fase dei governi nazionali, sarebbe l’insieme formato da milioni di computer in rete distribuiti in tutto il mondo, cioè se l’intelligenza e la coscienza umana sono nate dalla continua crescita dei neuroni nella corteccia cerebrale durante il processo di ominizzazione e dalle connessioni di rete di questi neuroni, l’intelligenza artificiale nascerebbe dalla potenza raddoppiata ogni due anni (in una crescita esponenziale o esplosiva) dei computer insieme alla connessione in rete degli stessi computer (ognuno separatamente non potrebbe superare l’intelligenza umana, almeno per il momento) attraverso Internet (sono già stati realizzati progetti di collaborazione tra migliaia di computer in tutto il mondo per simulare il tempo o cercare segni di vita intelligente aliena).

L’attuale transumanesimo, come abbiamo detto nel paragrafo precedente, affonda le sue radici nei darwinisti e genetisti inglesi di un secolo fa e nel movimento eugenetico da loro difeso (sebbene gli attuali transumanisti neghino la parola maledetta, eugenetica). Tra questi c’è H.B.S. Haldane, che nel suo libro del 1923, «Daedalus and Icarus: Science and the Future», pone le basi del transumanesimo, compresa l’applicazione eugenetica della scienza per il miglioramento della specie umana, a Julian Huxley, nipote di Thomas H. Huxley, che coniò il termine transumanesimo in un articolo del 1957. Suo fratello Aldous Huxley sviluppò nel suo romanzo del 1932, «Brave New World», una società transumanista, divisa in cinque caste transumane, dove la casta Alpha era la casta più alta e la casta Epsilon la più bassa, idiota e schiavizzata. Anche il cristallografo comunista di origine sefardita e sociologo della scienza, James D. Bernal, ipotizzò nel suo libro del 1929, «Il mondo, la carne e il diavolo», miglioramenti nel corpo e nell’intelligenza umana attraverso la bionica (scienza che cerca di applicare l’ingegneria ai viventi), nonché con le prospettive di colonizzazione dello spazio.

Un altro degli apostoli del transumanesimo fu il futurologo di origine iraniana Fereidon M. Esfandiary, meglio conosciuto con il nome robotico che si diede: FM-2030, volendo indicare che voleva vivere fino al 2030 (per diventare centenario, visto che era nato nel 1930). Questo tipo di nomi che richiamano i robot di Star Wars avrebbero la funzione di non far trasparire sesso, origini etniche o religiose, cioè rompere con tutte le radici che hanno gli umani (che i transumanisti vedono come condizionamenti o costrizioni nei confronti della libertà). Non ha realizzato il suo sogno centenario, poiché è morto di cancro al pancreas nel 2000, essendo stato crionizzato in Arizona (la crionica è un’altra delle bandiere del transumanesimo).

Nel 1990, l’Associazione Mondiale Transumanista ha pubblicato il Manifesto Transumanista, basato sulla sua ideologia transumanista/libertaria o estropismo (sintesi di transumanesimo e neoliberismo), che difende un transumanesimo nel quadro della democrazia liberale. L’obiettivo finale del transumanesimo sarebbe l’evoluzione verso una specie transumana che soppianterebbe la specie umana (Come si chiamerebbe, Homo trans-sapiens? Alcuni hanno già proposto l’Homo logos. Soppianterebbe gli umani o renderebbe schiavi quelli che sarebbero mantenuti come una casta Epsilon di “Brave New World”?). I filosofi transumanisti cercano di sostituire l’evoluzione con la selezione naturale con l’evoluzione diretta dal miglioramento genetico delle cellule germinali. Fondamentale nel pensiero transumanista è anche la creazione di ibridi uomo-macchina (i famosi cyborg).

Raymond Kurzweil, teorico del transumanesimo, figlio di ebrei austriaci emigrati negli Stati Uniti (sebbene attualmente ateo, cresciuto nei principi della Chiesa Unitaria Universalista, famosa per il suo precoce sostegno alla causa LGBTI; va detto a tal proposito, che il Transumanesimo, con la sua difesa della riproduzione artificiale, dei nuovi modelli familiari, dell’individualismo portato all’estremo e del suo culto della trasgressione di ogni tipo di limite, è diventato un alleato non solo dei transessuali ma di tutte le lobby queer; d’altra parte i transumanisti hanno già una loro chiesa: la Church of Perpetual Life, in Florida, popolata da milioni di ricchi pensionati, che si descrive come una chiesa basata sulla scienza e aperta a tutti, an open Church), prevede che nel 2029 raggiungeremo una singolarità tecnologica, la Singularity, con il definitivo trionfo di una forte intelligenza artificiale, che supera l’intelligenza umana, superando il test di Turing. Kurzweil, direttore dell’ingegneria di Google, ha creato una “università” transumanista nella Silicon Valley: l’Università della Singolarità, dove si studiano le materie privilegiate del transumanesimo: biotecnologia e bioinformatica, robotica e intelligenza artificiale, nanotecnologia, neuroscienze e futurologia. Questa università informale ha creato due sedi: una a Tel Aviv e l’altra a Siviglia, guidata dal direttore di una prestigiosa scuola privata. Kurzweil è l’autore della legge dei ritorni accelerati in cui sostiene che l’innovazione nell’informatica segue una crescita esponenziale. Kurzweil può essere considerato un “nuovo ottimista” poiché prevede che entro il 2050 il processo di invecchiamento rallenterà, poi si fermerà e infine si invertirà, grazie, in parte, alla nanomedicina, dove nanorobot o nanobot viaggeranno attraverso il nostro corpo riparando le cellule danneggiate o tessuti (qualcosa del genere già previsto dall’erudito e autore di fantascienza, Isaac Asimov, in «Viaggio allucinante»).

Nel 2006 c’è stata una scissione nel movimento transumanista, che si era sviluppato all’UCLA (Università della California a Los Angeles), con l’Extropy Institute, che raggruppava i libertari, da un lato, e la World Transhumanist Association (WTA), che raggruppava progressisti liberali, dall’altro. Poco dopo, gli estropiani cessarono le loro attività, lasciando il monopolio del movimento transumanista a quelli della WTA.

I transumanisti chiamano i loro critici bioconservatori, bioluddisti o neoluddisti (un esempio di neoluddista è il terrorista Unabomber, il cui manifesto, a parte il suo condannabile terrorismo, non è privo di interesse per la sua critica alla tecnofilia). La verità è che la valorizzazione individuale degli esseri umani per renderli transumani può portare la disuguaglianza tra le persone a livelli parossistici: da un lato gli umani non migliorati, dall’altro i figli dei ricchi, potenziati biologicamente e cognitivamente, così che le differenze non si riscontrerebbero solo nella ricchezza, ma anche in bellezza, salute e intelligenza, tutte cose che darebbero più risalto alla ricchezza dei più agiati. Cammineremmo inesorabilmente verso un “Brave New World” dove i beneficiari del transumanesimo e della globalizzazione (le “élites”) costituirebbero la casta Alfa, e all’estremo opposto, il precariato, i nuovi schiavi che costituirebbero la casta Epsilon, ereditaria per non essere stata geneticamente potenziata o migliorata da impianti neurali. I “geno-ricchi”, essendo stati generati in famiglie ricche con accesso alle nuove tecniche riproduttive, si troverebbero ad un livello al di sopra dei “geno-poveri” o umani non migliorati, perché non possiedono la ricchezza necessaria per accedere a queste tecniche, o semplicemente per aver scelto di rimanere “naturali”, creando un divario genetico tra i due gruppi. Nel tempo, se ci fosse l’isolamento genetico, entrerebbero in gioco i meccanismi di speciazione e avremmo due specie: i transumani e gli umani, i primi che vedono i secondi come gli umani vedono oggi gli scimpanzé.

Il transumanesimo non è un movimento monolitico, in esso convivono numerose correnti:

  • Abolizionismo, il cui obiettivo è porre fine al dolore;
  • Estropianismo, che cerca di orientare l’evoluzione umana, facendo sintesi con il neoliberismo;
  • Immortalismo, che mira al prolungamento della vita umana e, eventualmente, all’immortalità, ed è strettamente legato alla crionica;
  • Postgenerismo, che mira all’abolizione del genere e persino del sesso legato alla riproduzione come manifestato dalla femminista progressista Donna Haraway nel suo Manifesto Cyborg; la riproduzione avverrebbe per clonazione o partenogenesi (“nascita da vergine”, come i fuchi o le api maschi);
  • Post-politicismo, proposto da Piero Gayozzo, dell’Istituto di Extrapolitica e Transumanesimo di Lima, che definisce la post-politica come il superamento delle quattro teorie politiche (liberalismo, comunismo, fascismo e Quarta Teoria Politica di Dugin; tra l’altro, per la prima volta vediamo in uno studio politico del campo accademico la menzione della 4TP e del libro pubblicato da ENR, Ediciones Nueva República, nel 2013, co-tradotto dall’autore di questo articolo, e nella cui prefazione all’edizione spagnola si fa riferimento alla messa a disposizione del pubblico ispanoamericano della teoria del filosofo russo, motivo questo della sua conoscenza in Perù); Va detto che Dugin fa una critica feroce nel suo libro sulla 4TP dei cyborg, degli androidi e dei postumani del transumanesimo postmoderno.
  • Singolaritarismo, promosso da Kurzweil e da un altro ateo di origine ebraica, Eliezer Yudkowsky, i quali prevedono che la singolarità tecnologica avverrà prima di mezzo secolo e per la quale bisogna essere preparati. Corrente questa, che ha il suo fulcro diffusivo nella citata Università della Singolarità;
  • Tecnicismo, in contrapposizione al neo-luddismo e all’anarco-primitivismo, in cui i problemi sarebbero risolti con la tecnica e il governo sarebbe nelle mani dei tecnocrati;
  • Tecnogaianesimo, che mira a risolvere problemi ambientali attraverso proposte pericolose di geoingegneria o ingegneria climatica, come la gestione dell’energia solare che raggiunge la superficie terrestre: i problemi per l’uomo e la biosfera dell’Antropocene, l’epoca geologica post-olocenica che avrebbe avuto inizio nel 1950, quando gli isotopi radioattivi delle esplosioni nucleari cominciarono a depositarsi nei sedimenti geologici, verrebbero risolti mediante nuove tecnologie;
  • Tecnoprogressismo, e la sua versione radicale, il transumanesimo democratico del bioeticista canadese James Hughes, che si oppone al transumanesimo libertario ed estropico difendendo l’intervento statale per rendere accessibili a tutta la popolazione le nuove tecnologie di miglioramento genetico, facendo in modo che gli “Unfit” da un punto di vista eugenetico abbiano accesso alla ripro-genetica (riprogrammazione genetica del DNA, che oggi sta diventando possibile con la tecnologia CRISPR).

Secondo Ernesto Milá, il primo analista politico spagnolo ad analizzare questo fenomeno, a cui ha dedicato diverse pagine sul suo blog INFO|KRISIS, il transumanesimo condivide con le altre tre tendenze progressiste postmoderne estreme (l’ideologia dell’UNESCO, il movimento New Age e il neoliberismo) cinque caratteristiche:

  • Visione ultra-progressista del mondo (progressismo, evoluzionismo e globalismo).
  • Percezione estremamente ottimistica del futuro, basata su scientismo e tecnofilia (nuovi ottimisti).
  • Forme estreme di umanesimo universalista (rivendicazione dei valori della Rivoluzione Francese).
  • Delusione per l’umano e incomprensione della natura umana, che deve essere superata, secondo i transumanisti.
  • L’aspetto problematico presente in tutti loro è quello di presentarsi con un’aura di razionalità, quando in fondo sono intrisi di elementi mistici, spesso provenienti dalla Massoneria.

Milá dice che il transumanesimo può portare più probabilmente ad alcune delle visioni che l’abbondante letteratura cyberpunk ci fornisce, con società altamente tecnologizzate ma dove regna il degrado, piuttosto che al “mondo felice” di Huxley («Un mundo feliz» è il titolo in spagnolo di «Brave New World» di Huxley – N.d.R.). Aggiunge che queste quattro tendenze ci portano verso un precipizio, quindi è urgente sviluppare un’alternativa al pensiero progressista in tutte le sue forme.
Infine, per concludere afferma che il tema del transumanesimo sta guadagnando sempre più protagonismo nelle riviste in dissenso con il NWO (Nuovo Ordine Mondiale, neoliberista, unipolare e globalista).

Traduzione: Alessandro Napoli

Exit mobile version