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Sciolta l’Assemblea Nazionale del Pakistan, esonerato il Primo Ministro

Imran Khan

Di Raphael Alexander

Tra cospirazioni sostenute dagli Stati Uniti, annunci di colpo di stato bianco e piani per assassinare il primo ministro Imran Khan, il presidente Arif Alvi ha esasperato i suoi sostenitori e li ha indignati con la drammatica misura.

Nelle elezioni del 2018, il Movimento per la Giustizia Pakistano (PTI) si è consolidato come la più grande forza politica del Paese, all’insegna del nazionalismo, del populismo, della democrazia islamica e del regionalismo, eleggendo il presidente Arif Alvi e il primo ministro Imran Khan.

Da allora, la politica estera pachistana è stata caratterizzata da relazioni più pacifiche con l’India nel conflitto del Kashmir, da un coinvolgimento più attivo nella pacificazione dell’Afghanistan e dal rafforzamento delle relazioni bilaterali sia con gli Stati Uniti di Trump che con la Russia e la Cina, compresa l’intercessione della comunità musulmana di Sinkyon.

Con la fine dell’amministrazione Trump, la strategia globalista statunitense si è mossa in una direzione notoriamente meno cooperativa, deteriorando le relazioni con le potenze regionali veramente sovrane, come dimostra sempre più il Pakistan.

Nel febbraio 2022, contemporaneamente all’inizio delle operazioni russe in Ucraina, Khan ha incontrato Putin. A marzo sono state avviate mozioni di censura contro Khan guidate dalla Lega Musulmana del Pakistan, un partito controllato dal banchiere filo-americano Nawaz Sharif, che era stato primo ministro fino a quando i Panama Papers non hanno rivelato il suo coinvolgimento nella corruzione e nel riciclaggio di denaro internazionale.

La situazione si è rapidamente aggravata nell’ultima settimana. Mercoledì scorso (30/3), il leader del Movimento per la giustizia pachistano Faisal Vawda ha affermato che c’erano piani per assassinare Khan, che storicamente non è un modo così raro di risolvere le controversie politiche nel paese. Venerdì (1/4), il Ministero dell’Informazione e della Radiodiffusione ha confermato le accuse. Khan ha tenuto un discorso in cui ha citato un promemoria degli Stati Uniti in cui suggeriva la sua cacciata in tono minaccioso, fingendo immediatamente di essersi confuso. La Casa Bianca, ovviamente, ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Per fermare la rapida radicalizzazione politica e su richiesta dello stesso Khan, il presidente Alvi oggi (3/4) ha sciolto l’Assemblea Nazionale, destituendo Khan e programmando le elezioni tra tre mesi. I suoi sostenitori si sono ribellati alla necessità di una misura così radicale, mentre i suoi oppositori hanno ribaltato la situazione accusando il Movimento per la Giustizia Pakistano di cospirazione e colpo di stato bianco, nonostante tutto sia stato fatto nei termini della costituzione pakistana.

PS: poco dopo la chiusura di questo articolo, Imran Khan è stato trattenuto a titolo provvisorio, il che significa che per i prossimi 15 giorni, rinnovabili per un massimo di 3 mesi, sarà responsabile di garantire elezioni libere ed eque nel paese. Ha anche confermato che la persona responsabile del fallito tentativo di rovesciarlo era Donald Lu, Assistente Segretario di Stato americano per l’Asia Meridionale e Centrale, che ha recentemente incontrato i funzionari dell’ambasciata pakistana ed ha espresso il desiderio di Joe Biden e del Consiglio di Sicurezza Nazionale per cambio di regime.

Traduzione di Alessandro Napoli

Fonte: novaresistencia.org

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